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OFFSHORE PORT

innovare per competere globalmente

Un “nastro trasportatore” tra il terminal in altura e quelli a terra

Grazie alla creazione di una sorta di “nastro trasportatore continuo” tra il terminal in altura e quelli a terra (e viceversa) si possono eliminare i tempi morti nelle fasi di carico e scarico dei container e nel loro trasferimento a terra.

Il nastro trasportatore nasce dal lavoro sinergico di gru, carrelli di trasferimento dei container e dalle “mama vessel” le navi semi affondanti che, sfruttando il principio di Archimede e la tecnologia ad aria compressa dei sommergibili della Royal Navy inglese, trasferiscono i container ai terminal di terra.

Un mix perfetto in grado di ridurre fortemente i tempi di percorrenza offshore-onshore rispetto alle normali imbarcazioni oggi sul mercato e che, combinato con le chiatte (“cassette” che trasportano ognuna 384 container), consente una movimentazione a ciclo continuo ed un sistema che lavora sempre a pieno regime.

In questo modo è possibile gestire con la massima flessibilità anche i picchi operativi dando priorità ai container di pronta consegna e gestendo nei momenti di morbida la consegna dei container meno urgenti.

Alcuni dati di performance del terminal con 2 “mama vessel” e 20 “cassette” operative:

  • le navi oceaniche (fino a 18.000 TEU ) saranno caricate/scaricate in meno di 24 ore,
  • produttività massima gru di banchina offshore 34 movimenti/ora
  • tempo di transito di un container in import dall’ormeggio della nave oceanica sull’offshore al deposito del container a Porto Marghera: minimo 5 ore, massimo 25 ore, 15 ore (media)
  • trasferimento dei container dal porto in altura a terra tramite “Mama Vessel”: 3 ore e 20 minuti
  • produttività per metro di banchina in linea con gli standard internazionali, al top a livello europeo: onshore 986 teu/metro; offshore 1.040 teu/metro

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