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Milano Finanza – Intervista a Romano Prodi: “L’Italia non perda la Via della Seta”

La giornalista Mariangela Pira chiede:

D.Tornando a One Belt One Road, perché è così importante? R. Ha una doppia valenza: marittima e terrestre. Con la prima modalità saranno trasportate molte più merci rispetto a quella terrestre che non arriverà nemmeno al 10% del traffico. Lo spostamento della Cina sul Pireo cambia veramente lo stato delle cose. II porto di Atene è passato in cinque anni da 600 mila teu (unità di container) a 3,5 milioni.

D. In che senso? R. L’ipotesi Gioia Tauro è tramontata, idem per Taranto. Intanto i cinesi si muovono: tutto sta spingendo verso l’idea di una grande ferrovia che dal Pireo vada a Nord attraversando i Balcani spostando l’economia verso Est in modo eccessivo. Hewlett Packard ha già spostato dal porto di Rotterdam al Pireo tutti i prodotti manufatti in Cina. Esempio seguito da Huawei e altri big.

D. Se realizzata, questa ferrovia quindi spiazzerebbe l’Italia? R. L’Italia e i suoi porti nel Mediterraneo, a meno che non si reagisca con una grande potenziamento dello scalo di Venezia. Per questo sono stato a Tianjin, vorrei organizzare proprio a Venezia un grande convegno su questo.

D. Quali potrebbero essere le soluzioni secondo lei? R. Il rilancio di Taranto o il rafforzamento di un porto più vicino ai mercati del Nord Europa dello stesso Pireo. Ma ricordiamoci: la cinese Cosco sul Pireo ha fatto i grandi accordi commerciali. Il rafforzamento di un porto esige una decisione, un grande finanziamento e un grande accordo commerciale perché il porto esista nel futuro.

Scarica qui il pdf dell’intervista pubblicata su Milano Finanza il 10 novembre 2015.

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