VENICE
OFFSHORE PORT

innovare per competere globalmente

Gli obiettivi

petroliera-a-pieno-carico2

ESTROMETTERE DALLA LAGUNA DI VENEZIA IL TRAFFICO PETROLIFERO
Secondo quanto previsto dalla legge 29 novembre 1984 n.798 (art. 3 lettera l). Un obiettivo perseguito a lungo che il terminal offshore sarà in grado finalmente di soddisfare.

ACCRESCERE L’ACCESSIBILITÀ NAUTICA DEL PORTO DI VENEZIA 
e consentire l’accessibilità ai terminal di terra di Porto Marghera anche quando il sistema MoSe entrerà in funzione attraverso la conca di navigazione della bocca di porto di Malamocco.

CONTRIBUIRE ALLA RICONVERSIONE DI AREE EX-INDUSTRIALI DISMESSE
Il terminal offshore metterà in valore alcune aree dismesse a Porto Marghera, riconvertendole a fini portuali e logistici e contribuirà allo sviluppo di altre aree costiere, nonché del patrimonio infrastrutturale esistente, oggi sottoutilizzato.

RIDURRE LA “TASSA LOGISTICA” impropria che grava sul sistema produttivo italiano, dando base portuale al sistema logistico del Nord Est incentrato sulle eccellenze interportuali di Verona e Padova. Si ridurrà la catena logistica che oggi vede una quota rilevante dei traffici del Nord Est “dirottati” e movimentati da porti del Mare del Nord.

METTERE IN VALORE IL SISTEMA DI NAVIGAZIONE INTERNA lungo il fiume Po e i canali connessi, offrendo tramite i porti di Venezia, Chioggia, Porto Levante e il porto fluviale interno di Mantova, altri possibili punti di scambio mare/fiume e fiume/terra. L’asta idroviaria del Po potrà così fungere da anello di congiunzione fra la Pianura Padana e i servizi marittimi oceanici così come accade per il sistema idroviario delle Fiandre nel porto di Anversa.

FUNGERE DA PORTO RIFUGIO DELL’ALTO ADRIATICO
In caso di condizioni meteo marine avverse o qualora dovesse verificarsi una situazione di emergenza, il terminal offshore può diventare il punto di riferimento per garantire un approdo sicuro alle navi.

CONTRIBUIRE CON GLI ALTRI PORTI NAPA (North Adriatic Ports Association) a garantire volumi di traffico che giustifichino l’alimentazione dell’Europa centro orientale dal Mediterraneo. Un obiettivo sviluppato in coerenza con la politica europea di costruzione della rete TEN-T essenziale che ha scelto l’Alto Adriatico come radice portuale dei corridoi europei Adriatico-Baltico, Mediterraneo e Helsinki-La Valletta.

CONSENTIRE AL SISTEMA PORTUALE ITALIANO DI RICEVERE ANCHE LE PORTACONTAINER PIÙ GRANDI fino a 18.000 teu, oggi e quelle, oltre i 20.000 teu, di domani.